sabato 4 agosto 2012
SHAME,ovvero par condicio.
Ho visto Shame,il controverso film di Steve Mcqueen (un omonimo,non l'attore redivivo)che fino a pochi anni fa sarebbe stato un caso mondiale e ora in epoca di Youporn e bunga bunga non scandalizza più nemmeno un oratorio di provincia.
Il film parla di un priapista,ovvero un uomo malato di sesso la cui vita è scandita da rapporti occasionali con consenzienti e prostitute e da continue mastrurbazioni.
Parlavo di "par condicio" nel titolo perchè dopo 2 minuti si vede il protagonista,il sempre intenso e bravissimo Michael Fassbender,attore del momento con pieno merito,che cammina completamente nudo per la casa;il problema è che si vede tutto,ma proprio tutto (sinceramente ne avrei anche fatto a meno,ma da maschio a maschio devo fare i complimenti a Fassbender) e non mi era ancora capitato di vedere un nudo maschile così ostentato in un film mainstream;quindi ormai è chiaro,in futuro al cinema oltre alle donne nude vedremo anche uomini nudi;non che ne avvertissi la necessità,ma cosi almeno la smetteremo con quelle scene ridicole in cui 2 amanti sono a letto e la donna ostenta tutta la sua nudità mentre l'uomo resta pudicamente nascosto tra le lenzuola.Insomma,se Mulholland drive ha sdoganato i rapporti saffici Shame ha sdoganato il pene.
Per il resto Shame parla di erotismo ma non è ovviamente un film erotico,in quanto il sesso è trattato come un esercizio ginnico fine a se stesso e anche squalliduccio (come nel Casanova di Fellini),contorno necessario per illustrare un caso clinico tipico dell'occidentale medio.Il fatto che rattrista è che il protagonista non è un guardone ciccione e peloso ma un uomo bellissimo che potrebbe avere tutte le donne che vuole ma non riesce veramente ad amare (infatti fa cilecca con l'unica donna a cui voglia un poco di bene).In ogni caso l'arrivo di una sorella più schizzata di lui (l'altra attrice in ascesa Carey Mulligan,che si esibisce pure lei in un nudo integrale veramente superfluo oltre che francamente deludente) lo constringerà a dare una svolta alla sua vita.
Che dire?un film interessante abbastanza lento e stancante,che funziona quando agisce ma che diventa detestabile quando vuole dilatare i tempi;per i silenzi pieni di significato bisogna essere bravi,altrimenti si annoia...e come avrete capito Mcqueen non è precisamente Bresson o Dreyer.
In ogni caso un film sul nostro tempo,un qualcosa di vicino alla nouvelle vague americana della quale parlavo sul topic di Tadpole;ormai la lezione dei francesi la portano avanti gli americani,anche se poco e malvolentieri.
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