mercoledì 15 agosto 2012

LE BALENE D'AGOSTO,un canto del cigno.

C'è un piccolo grande film,strano e semplicissimo,dove non succede niente per 87 minuti.Qui in Italia è (ovviamente)sconosciuto,ho penato per procurarmelo (limmaginate come;ma d'altra parte non esistono ne VHS ne DVD).Si intitola "le balene d'agosto" ed è uno dei grandi film sulla vecchiaia,anzi IL grande film americano sulla vecchiaia assieme al tremendo e dimenticatissimo "cupo tramonto".
Quello che impressiona di questo film del 1987 è il cast.Sembra incredibile ma le due anziane sorelle che soggiornano d'estate sulla costa del maine senza niente da fare che ricevere altri anziani e ricordare il passato sono nientemeno che Bette Davis e Lilian Gish,forse le due più grandi attrici di tutti i tempi,sicuramente quelle che hanno più grandi interpretazioni all'attivo.Nessuna Ingrid Bergman,nessuna Anna Magnani o Meryl Streep possono eguagliare il numero di capolavori a cui hanno preso parte.
Ma non è finita,c'è anche il grandissimo Vincent Price,il mio attore favorito in assoluto.C'è gente sola e triste che lo considera un attorucolo da Horror (che male ci sarebbe poi?) ma non sono cattivi,semplicemente non lo conoscono.COme ormai non si conosce più Lillian Gish;chi ha mai visto davvero nascita di una nazione,o Giglio infranto,o soprattutto Il vento di Sjostrom?
Insomma,la storia del cinema in un film.DUe sorelle;ovviamente Lillian Gish è quella più buona e dolce,Bette Davis quella acida e bisbetica.Vincent Price è un improbabile barone russo trapiantato nell'East Coast che non ha più un posto dove andare.Dimenticavo,c'è anche Ann Sothern,altra grande caratterista degli anni quaranta,che fa la vecchia energica e grintosa.
Vorrei raccontarvi un poco di trama,ma è impossibile perchè non c'è;ci sono solo ricordi dolcemente malinconici (non idealizzati e sofferti,Proust non c'entra nulla),la vecchiaia rappresentata senza melodrammi da fiction Italiana,la consapevolezza dell'avvicinarsi della morte e soprattutto dei grandissimi attori ultraottuagenari ancora in piena forma e capaci di dare le paghe e gli interessi a tutte le star contemporanee,ma che comunque moriranno tutti entro pochi anni;il vero canto del cigno del cinema classico,definitivo e struggente proprio perchè sussurrato e assolutamente non enfatizzato.

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